Insinuazione del credito al passivo di un’impresa in difficoltà

La dichiarazione di insinuazione al passivo (“déclaration de créances”) è obbligatoria per i creditori che vogliono ottenere il pagamento delle somme dovute da un’impresa che è oggetto di una procedura concorsuale, cioè di una procedura di “sauvegarde judiciaire”, “redressement judiciaire” o “liquidation judiciaire”.

  • I crediti anteriori all’apertura della procedura

Tutti i crediti anteriori alla decisione di apertura della procedura concorsuale (salvo quelli dei dipendenti) devono essere insinuati al passivo della procedura.

I crediti devono essere dichiarati al mandatario giudiziario (in caso di procedura di “sauvegarde” o “redressement”) o al liquidatore (in caso di liquidazione giudiziale).

L’obbligo di dichiarazione riguarda anche i crediti litigiosi, condizionali, eventuali, non liquidati e futuri.

Nel caso in cui il credito non è stato ancora determinato tramite un titolo o il suo importo non è ancora definitivamente stabilito, la dichiarazione deve contenere una stima del credito.

Il credito deve essere “certificato sincero” dal creditore, tranne nel caso in cui risulti da un titolo esecutivo (ad esempio una decisione del tribunale).

  • Il contenuto della dichiarazione

La dichiarazione dei crediti deve menzionare:

  • l’importo del credito al momento della decisione di apertura della procedura concorsuale con l’indicazione degli importi dovuti e le loro scadenze;
  • Il tipo di garanzia da cui il credito è eventualmente coperto;
  • le modalità di calcolo degli interessi in corso;
  • gli elementi giustificativi dell’esistenza e dell’importo del credito se quest’ultimo non risulta da un titolo;
  • l’indicazione del tribunale adito se il credito è oggetto di una controversia.

I documenti giustificativi dei crediti (ad esempio, copia delle fatture, degli ordini e/o dei buoni di consegna) devono essere allegati alla dichiarazione e listati in un indice.

  • La procedura di dichiarazione

La dichiarazione dei crediti deve essere fatta entro due mesi dalla pubblicazione al Bodacc (Bollettino ufficiale degli annunci civili e commerciali) della decisione di apertura della procedura concorsuale. Questo termine è aumentato di 2 mesi per i creditori domiciliati al di fuori della Francia metropolitana.

  • Le sanzioni dell’assenza di dichiarazione

Un creditore che non procede alla dichiarazione entro tali termini non può più sollecitarne il pagamento.

Può tuttavia chiedere al tribunale di esservi riammesso se giustifica che il ritardo nella dichiarazione è dovuto ad un avvenimento che non gli è imputabile o che è imputabile al debitore.

Il creditore che non ha proceduto alla dichiarazione dovrà allora indirizzare una richiesta di “relevé de forclusion” al giudice commissario (« juge commissaire »), entro un termine di 6 mesi a partire dalla pubblicazione della decisione di apertura della procedura al Bodacc.

La dichiarazione d’insinuazione del credito al passivo della procedura va poi effettuata se è il caso nel termine di un mese a partire dalla notifica della decisione di riammissione alla procedura.

  • L’esito della dichiarazione

Il mandatario giudiziario o il liquidatore redige, in accordo con il debitore, una lista dei crediti dichiarati con le sue proposte di ammissione o rifiuto di ammissione al passivo della procedura. Questa lista è trasmessa al giudice commissario che si pronuncia sulle eventuali contestazioni dopo avere convocato le parti per discuterne. La liste dei crediti ammessi alla procedura viene infine depositata presso la cancelleria ed è oggetto di pubblicità al Bodacc (giornale di annunci legali).