Clausole limitative di responsabilità

Le clausole limitative di responsabilità hanno come scopo di limitare o escludere gli effetti della responsabilità di un contraente. Tali clausole possono elencare i casi in cui la responsabilità sarà ammessa o esclusa, limitare l’esercizio dell’azione in responsabilità (per esempio prevedendo un periodo di tempo ridotto per agire) o determinare in anticipo un massimale per i danni.

La validità di principio di queste clausole è stata ammessa molto presto dalla giurisprudenza (Cass. civ., 24 gennaio 1874).

Risulta implicitamente dall’articolo 1231-3 del codice civile che limita il risarcimento ai danni prevedibili al momento della conclusione del contratto: «Il debitore risponde solo dei danni previsti o che si sarebbero potuti prevedere al momento della conclusione del contratto, salvo il caso in cui l’inadempimento sia dovuto a grave negligenza («faute lourde») o dolo». 

Nelle vendite tra professionisti, la giurisprudenza ha affermato la validità di queste clausole, senza che sia necessario distinguere a seconda che l’acquirente professionale sia o meno della stessa specialità del venditore.

La clausola limitativa di responsabilità si applica soltanto in caso di inadempimento ad un obbligo contrattuale; non può esonerare dalla responsabilità civile extracontrattuale.

Inoltre, non si applica in caso di dolo o grave negligenza del debitore o dei suoi impiegati. 

Le clausole limitative di responsabilità sono vincolanti per l’altra parte soltanto se si ritiene che quest’ultima le abbia accettate. Per essere efficaci, devono essere chiare e leggibili per la parte a cui si oppongono. Altrimenti, sono inapplicabili.

Sono nulle quando privano l’obbligo essenziale del contratto della sua sostanza (articolo 1170 del codice civile).

Infine, la clausola limitativa di responsabilità imposta da una delle parti può essere sanzionata, in alcune circostanze, sulla base dello squilibrio significativo (articolo 1171 del codice civile).