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Misure di sostegno alle imprese danneggiate da Covid-19 (introduzione)

Il Presidente della Repubblica e il Ministro dell’Economia e delle Finanze francesi hanno annunciato varie misure per limitare la propagazione del virus Covid-19 e aiutare le imprese a fronteggiare le conseguenze economiche, finanziarie e sociali che ne risultano.

La legge del 23 marzo 2020 ha instaurato lo stato di emergenza sanitaria fino al 24 maggio 2020. La legge dell’11 maggio 2020 lo ha prolungato fino al 10 luglio 2020 incluso. La legge ha inoltre abilitato il Governo ad adottare tramite ordinanze delle misure provvisorie, di solito di competenza del parlamento, al fine di venire in aiuto alle imprese.

Attiriamo la vostra attenzione nel presente blog su alcune misure adottate che potrebbero essere utili da conoscere per le imprese italiane con interessi in Francia:

Le misure a sostegno delle imprese sono oggetto di un costante aggiornamento sul sito: https://www.economie.gouv.fr/coronavirus-soutien-entreprises


Giurisdizioni dell’ordine giudiziario

La procedura civile francese è stata recentemente oggetto di un’importante riforma tramite dei decreti adottati l’11 dicembre 2019 che hanno ridefinito l’organizzazione giudiziaria e le regole di procedura applicabili davanti le giurisdizioni giudiziarie.

La competenza delle giurisdizioni dell’ordine giudiziario è determinata dalla natura del litigio.

Giurisdizioni civili

Il Tribunal judiciaire è competente per i litigi di più di 10 000 euro in materia di divorzio, autorità parentale, successioni, filiazione, materia immobiliare e stato civile. E’ nato dalla fusione dei Tribunaux de grande instance e dei Tribunaux d’instance situati nello stesso comune.

Il Tribunal de proximité è competente per i litigi di meno di 10 000 euro ed i litigi in materia di credito.

Le parti sono tenute ad essere assistite da un avvocato tranne in alcuni casi (ad esempio se il litigio riguarda un importo inferiore o pari a 10 000 euro).

Giurisdizione in materia commerciale

Il Tribunal de commerce è una giurisdizione specializzata, competente per i litigi in materia commerciale. In particolare, per le controversie relative:

  • agli obblighi tra commercianti, tra istituti di credito, tra società finanziarie o tra di loro;
  • alle società commerciali;
  • agli atti di commercio.

E’ inoltre competente per le procedure concorsuali nei confronti dei debitori che esercitano un’attività commerciale o artigianale.

I giudici del Tribunale di commercio non sono dei magistrati di professione ma sono eletti tra i commercianti o dirigenti di società commerciali.

Le parti ad una procedura davanti al Tribunale di commercio devono farsi assistere da un avvocato salvo nei seguenti casi: se l’importo del litigio è inferiore o pari a 10 000 euro o se il litigio riguarda una procedura concorsuale o la tenuta del Registro delle imprese.

I Tribunali di commercio di Parigi e di Nanterre e la Corte d’appello di Parigi sono dotati di una sezione internazionale competente per le controversie del commercio internazionale (contratti commerciali, rottura delle relazioni commerciali, trasporti, concorrenza sleale, operazioni finanziarie…).

Lo scopo di tali sezioni specializzate è di semplificare l’accesso alle giurisdizioni commerciali francesi per i gruppi internazionali. Le discussioni possono svolgersi in inglese e le regole di  procedura sono agevolate in modo da ravvicinarsi a quelle in uso innanzi alle giurisdizioni di common law.

Giurisdizione in materia di diritto del lavoro

Il Conseil des Prud’hommes è competente per i litigi nati, tra datori di lavoro e dipendenti, all’occasione dell’esecuzione o della rottura del contratto di lavoro.

L’assistenza di un avvocato non è obbligatoria nell’istanza di primo grado.

Altre giurisdizioni specializzate

Esistono altre giurisdizioni specializzate in materia di prestazioni sociali (Tribunal des affaires de sécurité sociale) e di locazione agrarie (Tribunal paritaire des baux ruraux).

Giurisdizioni penali

Le giurisdizioni penali sono competenti in caso di infrazione penale (contravvenzioni, delitti o crimini), ivi incluso peri litigi che riguardano il diritto penale commerciale (diritto della concorrenza, diritto del consumo…).

Il Tribunal de police è competente per le contravvenzioni dalla 1° alla 5° classe, cioè le infrazioni per le quali la legge prevede un’ammenda che non può eccedere 3000 euro.

Il Tribunal correctionnel giudica i delitti, cioè le infrazioni punibili con la detenzione fino a 10 anni.

La Cour d’assises giudica i crimini, cioè le infrazioni più gravi punibili con minimo 15 anni di reclusione e al massimo la reclusione perpetua.

Salvo casi particolari, l’assistenza di un avvocato non è obbligatoria davanti al Tribunal correctionnel, lo è invece davanti la Cour d’assises. 

Oltre all’ammenda e alle privazioni di libertà, le giurisdizioni penali possono pronunciare delle sanzioni complementari, diverse per le contravvenzioni, i delitti e i crimini (interdizione di emettere degli assegni, divieto di esercitare un’attività professionale, diffusione pubblica della decisione del tribunale…).

Ricorsi in appello e cassazione

Le decisioni di primo grado, salvo alcune decisioni “en dernier ressort” sono impugnabili davanti la Corte d’appello e in ultimo ricorso davanti alla sezione competente della Corte di cassazione (civile, commerciale, sociale, criminale).

L’assistenza di un avvocato è obbligatoria in appello e in cassazione. In cassazione, è necessario l’intervento di un avvocato cassazionista.

La Corte d’appello costituisce il secondo grado di giudizio e riesamina sia i fatti che l’applicazione delle regole di diritto.

Al contrario, la Corte di cassazione non costituisce un terzo grado di giudizio. Non può riesaminare i fatti e pronunciarsi sul merito ma soltanto verificare se le regole di diritto sono state correttamente applicate.

Attività parziale di lunga durata

Sin dall’inizio della pandemia il governo ha semplificato il ricorso al dispositivo di attività parziale “classico” (cassa integrazione). Oltre a tale dispositivo, è stato instaurato un nuovo dispositivo a partire dal 31 luglio 2020: l’attività parziale di lunga durata.

Si tratta di un dispositivo che permette alle imprese confrontate ad una riduzione duratura della loro attività di diminuire l’orario di lavoro dei dipendenti, usufruendo di un contributo dello Stato, a condizione di impegnarsi in particolare a mantenere i posti di lavoro.

L’impresa può ricorrere all’attività parziale di lunga durata soltanto se c’è un accordo collettivo, firmato all’interno della sede, dell’impresa, del gruppo o della categoria.

La riduzione dell’orario di lavoro di un dipendente non può superare il 40% dell’orario legale per dipendente sulla durata totale dell’accordo.

Le imprese possono ricorrere all’attività parziale di lunga durata per una durata massima di 24 mesi, consecutivi o no, su un periodo di 36 mesi consecutivi.

Il dipendente riceve dal suo datore di lavoro un’indennità oraria  che corrisponde al 70% della sua remunerazione lorda (70 % de sa rémunération brute servant d’assiette de l’indemnité de congés payés) nel limite di 4,5 volte lo SMIC.

Il datore di lavoro riceve dallo Stato un contributo pari ad una quota della remunerazione lorda del dipendente:

– del 60% della remunerazione oraria lorda nel limite di 4,5 volte il tasso orario Smic per gli accordi trasmessi all’autorità amministrativa prima del 1° ottobre 2020;

– del 56% della remunerazione oraria lorda nel limite di 4,5 volte il tasso orario Smic per gli accordi trasmessi all’autorità amministrativa a partire dal 1° ottobre 2020.

L’attività parziale di lunga durata non può essere cumulata su uno stesso periodo e per uno stesso dipendente con il dispositivo di attività parziale “classico”.

Un datore di lavoro che ricorre al dispositivo di attività parziale di lunga durata per una parte dei suoi dipendenti può nello stesso tempo ricorrere al dispositivo di attività parziale “classico” per altri dipendenti per uno dei seguenti motivi:

  • difficoltà di approviggionamento in materie prime o energia;
  • sinistro o intemperie di carattere eccezzionale;
  • trasformazione, ristrutturazione o modernizzazione dell’impresa;
  • qualsiasi altra circostanza di carattere eccezionale.

Incentivi all’assunzione

Nell’ambito del piano di rilancio per le imprese presentato dal Governo il 3 settembre 2020, dei nuovi contributi sono previsti per promuovere l’assunzione dei giovani.

Il governo ha creato un piano detto “1 jeune 1 solution” (un giovane, una soluzione) che prevede degli aiuti finanziari per le imprese che intendono assumere dei giovani. In particolare :

  • una compensazione di contributi sociali di 4 000 euro per ogni giovane assunto tra agosto 2020 e gennaio 2021. Riguarda l’assunzione di giovani di meno di 25 anni con uno stipendio fino a 2 SMIC (salario minimo) per dei contratti di lavoro a durata indeterminata o determinata di più di 3 mesi;
  • un contributo di 5 000 euro per assumere, tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, un apprendista di più di 18 anni;
  • un contributo di 5 000 euro per assumere, tra il 1° gennaio 2020 e il 28 febbraio 2021, un dipendente di meno di 18 anni con un contratto di professionalizzazione o di 8 000 euro per assumere un dipendente di età superiore ai 18 anni e inferiore a 30 anni. Riguarda i giovani che preparano un diploma o un titolo equivalente o inferiore alla licenza professionale.

Nell’Ile-de-France, le imprese possono inoltre ricevere dei premi di assunzione fino a 15 000 euro se impiegano persone residenti in alcuni quartieri svantaggiati.

Infine, le imprese potranno ricevere un contributo di 4 000 euro se assumono delle persone disabili con contratti a durata indeterminata o determinata (di più di 3 mesi), tra il 1° settembre 2020 e il 1° febbraio 2021.

Pratiche commerciali abusive e legge francese di applicazione necessaria

Attenzione all’applicazione della legge francese, non prevista dalle parti

In una sentenza dell’8 luglio 2020 la Corte di cassazione conferma una sentenza della corte d’appello di Parigi del 21 giugno 2017 per aver qualificato due disposizioni del Codice di commercio riguardo le pratiche restrittive di concorrenza come leggi di applicazione necessaria, cioè leggi di ordine pubblico che si applicano nonostante le parti abbiano previsto l’applicazione di una legge diversa.

Si tratta:

  • dell’articolo che sanziona lo Squilibrio significativo nelle relazioni tra partner commerciali (ex articolo L. 442-6 I 2° sostituito dal nuovo articolo L. 442-1, I, 2° del Codice di commercio)
  • dell’articolo che prevede la nullità delle clausole contrattuali che permettono di beneficiare automaticamente delle condizioni più favorevoli consentite alle imprese concorrenti (“Estensione automatica delle condizioni più favorevoli” – ex Articolo L. 442-6 II d) sostituito dal nuovo articolo L. 442-3 d) del Codice di commercio).

La particolarità di queste disposizioni è che possono essere invocate non solo dal cocontrattante, ma anche dal pubblico ministero, dal ministro dell’economia o dal presidente del consiglio della concorrenza (ex Articolo L442-6 III sostituito dal nuovo articolo L442-4 del Codice di commercio).

Il caso Expedia

Nel caso di specie il contenzioso riguarda le relazioni contrattuali tra le società del gruppo Expedia e gli albergatori stabiliti in Francia per l’utilizzo da parte di questi ultimi della piattaforma di prenotazione online di Expedia.

Il ministro dell’economia ha intentato un’azione al fine di sanzionare delle clausole di parità tariffaria e  le cosiddette clausole “dell’ultima camera disponibile”. Le prime permettevano ad Expedia di ottenere automaticamente le migliori condizioni tariffarie e offerte promozionali; le seconde costringevano l’albergatore ariservare a Expedia l’ultima stanza disponibile.

La corte d’appello aveva condannato Expedia a un’ammenda di 1 milione di euro per lo Squilibrio significativo degli accordi e ha annullato alcune clausole non conformi al divieto di Estensione automatica delle condizioni più favorevoli. La Corte di Cassazione conferma l’annullamento delle clausole, ma non ritiene lo Squilibrio significativo.

Principi di diritto internazionale privato

Expedia basava la sua difesa in appello sull’incompetenza delle giurisdizioni francesi e l’inapplicabilità del diritto francese. Tutti i contratti conclusi con gli albergatori prevedevano in effetti una clausola di elezione di foro in favore delle giurisdizioni inglesi e una clausola di scelta di legge in favore della legge inglese.

La Corte di cassazione non condivide l’argomentazione di Expedia e conferma la sentenza della corte d’appello sulle questioni di diritto internazionale privato.

Innanzitutto ribadisce che l’azione introdotta da un’autorità pubblica ha per obiettivo la protezione del funzionamento del mercato e della concorrenza e non quella dei cocontrattanti lesi. Si tratta di un’azione autonoma non fondata sul contratto esistente tra le parti e, pertanto, di natura extracontrattuale.

La presenza di una clausola attributiva di giurisdizione relativa ai litigi contrattuali è irrilevante in materia extracontrattuale. In applicazione dell’articolo 5-3 del Regolamento Bruxelles I, le giurisdizioni francesi sono pertanto competenti in quanto luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto.

Allo stesso modo, la Corte di cassazione ritiene che, poiché l’azione non è fondata su un inadempimento contrattale, il ministro dell’economia non è vincolato dalla clausola di legge applicabile che figura nel contratto. La legge francese è applicabile in base dell’articolo 4-1 del Regolamento Roma II che in materia extracontrattuale designa la legge del luogo in cui il danno si verifica (gli albergatori vittime delle pratiche di Expedia sono situati in Francia).

La Corte di cassazione aggiunge infine che la proibizione dello Squilibrio significativo e dell’Estensione automatica della condizioni più favorevoli costituisce una legge di applicazione necessaria ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento Roma I e dell’articolo 16 del regolamento Roma II:

 “il regime specifico ai delitti civili […] caratterizzato dall’intervento del ministro dell’economia per la difesa dell’ordine pubblico, e gli strumenti giuridici di cui quest’ultimo dispone, in particolare la possibilità di pronunciare delle sanzioni civili, illustrano l’importanza che i poteri pubblici accordano a queste disposizioni. Si tratta quindi di leggi di applicazione necessaria che sono vincolanti per il giudice del foro, anche se la legge applicabile è una legge estera”.

La qualifica di legge di applicazione necessaria non era indispensabile, la competenza delle giurisdizioni francesi e l’applicazione della legge francese essendo già state confermate in base ai regolamenti europei sopra citati.

La Corte di Cassazione sembra voler mettere in guardia le parti che nei contratti internazionali di diritto privato pensano di poter sottrarsi all’applicazione della legge francese.

Salute e sicurezza dei dipendenti

Dal 1° settembre 2020 è applicabile un nuovo protocollo nazionale per tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti nelle imprese nel contesto Covid. Questo protocollo sostituisce il precedente protocollo nazionale per le imprese in fase di deconfinamento adottato il 3 maggio ed aggiornato il 1° luglio 2020.

Il nuovo protocollo tratta dei seguenti argomenti:

  • Misure d’igiene e di distanziamento fisico;
  • Uso della mascherina;
  • Prevenzione dei rischi di contaminazione tramite le mani;
  • Test di screening;
  • Protocolli di presa in carico di una persona sintomatica e delle persone che vi sono entrate in contatto;
  • Misurazione della temperatura;
  • Pratiche da adottare per gestire i flussi di persone;
  • Pulizia, disinfezione e aerazione dei luoghi.

Prevede in particolare l’uso obbligatorio della mascherina nei luoghi condivisi e chiusi anche quando il distanziamento fisico è possibile. Sono previste poche eccezioni; una delle quali riguarda il dipendente che lavora da solo nel suo ufficio.

Negli uffici e in particolare negli open space, il dipendente potrà togliere temporaneamente la mascherina se alcuni criteri sono soddisfatti. Non è tuttavia possibile togliere la mascherina in maniera permanente tutto il giorno.

Infine, il ministero del lavoro ha redatto delle linee guida di sicurezza specifiche per ogni settore di attività, consultabili al seguente indirizzo: linee guida per settore.

Aggiornato il 9 settembre 2020

Covid-19: Measures urgently adopted by the French Government to help companies facing their cash flow problems and protect jobs

Nota redatta per la Camera di Commercio Italiana di Singapore

all’occasione del webinar del 7 luglio 2020 sul tema:

“Covid-19: How Governements Reacted Differently to the Pandemic”

Mid-March 2020, due to Covid-19, schools and universities, non-essential public places such as shops and restaurants had to close and mandatory home confinement started. Production activities remained authorized, but some closed the time to get reorganised and to install sanitary measures.

France began progressive deconfinement from May 11, depending on the health situation of the regions. Since this date, shops and restaurants have reopened, provided that sanitary measures (such as physical distancing) are respected.

As of July 3, France has reported over 166,000 confirmed cases of Covid-19, 29,875 related deaths; and 76,802 recoveries after hospitalization.

The Minister of Economy announced that the French economy will shrink 11% this year, the state deficit will reach EUR 220 billion and that of Social Security EUR 52.2 billion.

During the lockdown the French Government urgently adopted measures to support companies. The key aspects of these measures are presented below.

The Government has also provided specific support plans for companies of some particularly affected sectors in order to assist companies in resuming their activities. The concerned sectors are automotive, tourism, high-tech, aeronautic, construction, book, local commerce sectors. These measures will not be discussed here.

  • Financial and tax support

Does the Government provide financial grants to companies?

A Solidarity Fund of EUR 7 billion has been created to support the smallest micro-enterprises and autonomous workers particularly affected by Covid-19 having a turnover up to EUR 1 million and an annual taxable income up to EUR 60,000.

These companies will benefit from a monthly contribution of up to EUR 1,500 for the months of March to June 2020. For the most critical situations, a complementary monthly aid from the Regions of up to EUR 5,000 could be granted.

Which main tax measures have been implemented to support companies’ cash flows?

  • Tax payment deferment?

From March to June, the Government provided for the deferral of up to 3 months without penalty for:

• the payment of employees’ and social security contributions as well as supplementary pensions;

• the payment of direct taxes (advance on corporate tax, payroll taxes), businesses’ real estate contribution (Cotisation foncière des entreprises) and property tax.However, VAT payments had to be made within the usual deadlines.

The CCSF (Commission of the heads of financial services of the tax service) can grant companies facing financial difficulties additional terms for the payment of tax debts and social security contributions.

French Government asks large companies who want to benefit from the deferral of contributions and taxes not to distribute dividends to their shareholders and not to purchase their own shares in 2020. This concerns firms employing at least 5,000 employees or whose turnover in France is greater than 1.5 billion.

  • Tax credits?

An accelerated procedure has been established for the refund of corporate tax credits repayable in 2020. Companies can request a refund of their credit balance, after deducting the corporate tax due for 2019, without having to wait for the filing of the income statement. Companies can also request the refund of any VAT credits.

  • Tax reliefs?

If the tax debt payment plan agreed between the company and the tax administration is not sufficient to cope with the difficulties related to Covid-19, it is possible to request a tax relief for direct taxes (tax on company benefit, territorial economic contribution …).

The Government will take into account the overall situation of the company and its financial difficulties before granting any tax relief.

Is there any specific measures for business leases? 

Various measures relating to the payment of rent, utilities, and rental charges in favour of micro-enterprises have been adopted in order to obtain a deferral of the payments.

The Minister of Economy appointed a mediator for rental payment issues. The mediator published an official document on June 3 containing non-binding rules. They essentially provide for the suspension of 3 months of rents and possibly a reduction of up to 50% of rental charges due during the closure period. These measures should be negotiated with landlords depending on the situation and needs of the tenants. However, various trade federations refused to sign this document because it does not sufficiently protect their members. Many tenants claim a waiver of the rent for the months they had to close and some already brought their case before French jurisdictions.

Moreover, on April 25, the second amending financial law provided for the tax deduction of the rent and expenses in favour of landlords who renounce obtaining rent payments.

  • Employment Law

What are the main measures to help companies paying employees’ salaries? 

The employer can impose a temporary interruption of the activity maintaining part of the remuneration to its employees with the financial support of the Government. This measure already existed but was greatly facilitated with the health emergency. For the months of March, April and May, the employer paid to non-working employees an allowance equal to 70% of the gross salary (about 84% of the net salary). This allowance has been reimbursed in full by the Government up to EUR 6.900 per monthly gross salary. Starting from June the allowance reimbursed by the Government is reduced. Consequently, Companies will be reimbursed for 60% of the employee gross salary instead of the 70% paid by the companies to their employees. The Government announced that EUR 1 billion would be allocated in the form of exceptional and immediate aid to companies hiring young apprentices. 

Is there any specific measure to protect employees’ job? 

Layoffs, dismissals and contractual terminations remain possible during the state of health emergency. However, the Government is working on a social recovery plan.

Which are the Government main guidelines to resume business operations? 

Several general measures have been adopted: 

• Physical distancing of at least one meter; 

•Hygiene measures (regular hand washing, use of a hydroalcoholic solution etc.); 

• Obligation to wear a mask when physical distancing cannot be guaranteed, for example in public transport. 

The Government has also published a national protocol for companies to ensure the health and safety of employees and customers in public places. In addition, the Ministry of Labour has drawn up specific safety guidelines for each sector of activity (e.g. guidelines for retail businesses, guidelines for construction sites). Companies can introduce temperature control when entering the workplace providing that they respect privacy. For instance, temperature control is not mandatory, and the employee has the right to refuse it; it is forbidden to keep track of these controls and/or carry out the operations of collection or dissemination of the data obtained.

A « StopCovid » app is available from June 2, and aims, on a voluntary basis, to trace people who have tested positive for Covid-19, in order to detect and alert whoever has come in contact with an infected person. The use of the app is not mandatory and cannot be imposed by an employer or when entering shops.

  • Credit access

What are the main measures implemented to help companies credit needs?

The Government obtained from banks to consider the postponement of the payment deadlines for 6 months. Companies are therefore invited to negotiate with their bank to adjust the repayment schedules of their loans.

Any company that encounters difficulties with a financial institution to renegotiate the deferral of loan repayment deadlines can solicit the Credit Mediator. The mediator can bring together the company’s financial partners to identify and resolve the deadlocks and propose a solution; this service is free. The request should be sent through an online form and the mediation should take place within 3 months.

Furthermore, the French public investment bank BpiFrance provides several guarantees and loans for small and medium size companies (for instance unsecured loans, purchase of credits and specific guaranties for export projects).

BpiFrance also announced the creation of an investment fund of EUR 4.2 billion intended to invest in large listed French companies in order to strengthen and protect their capital.

A new discretionary system of repayable advances or subsidized rate loans has been put in place at the beginning of July to help strategic companies with 50 to 250 employees that have real prospects for recovery. Different factors are taken into account to determine the beneficiaries: their industrial and economic positioning, their know-how and their importance in terms of local employment.

Will the Government guarantee financial loans up to certain amounts?

The French Banking Federation and BpiFrance created a guarantee facility that allows to support bank financing of companies up to EUR 300 billion to finance loans in order to help companies face their cash flow problems due to Covid-19. This Government guaranteed loan is available until the end of 2020.

It may represent up to 3 months of the annual turnover of 2019 (i.e. 25% of the 2019 turnover) or, for innovative companies or companies created from January 1, 2019, two years of wages.

The loan benefits of the Government guarantee through BpiFrance from 70% to 90% of the amount, depending on the size of the company.

The Ministry of Economy specified that companies that do not comply with their payment deadline obligations should not have access to the Government guarantee.

Termini di grazia

In applicazione dell’articolo 1343-5 del codice civile, il giudice può, su richiesta del debitore, concedergli dei termini di grazia. Significa che può rinviare o scaglionare il pagamento delle somme dovute dal debitore nel limite massimo di due anni.

Il giudice decide quindi che la somma dovuta è esigibile ad una data posteriore a quella inizialmente prevista o che non sarà pagabile immediatamente ma in diverse scadenze successive.

Nel caso in cui il giudice accordi diversi termini successivi, la loro somma non dovrà superare il limite di due anni.

Il giudice può subordinare la concessione dei termini di grazia all’esecuzione da parte del debitore di atti propri a facilitare o garantire il pagamento del debito.

La concessione di termini di grazia sospende le penalità, la maggiorazione degli interessi di mora e le procedure di esecuzione intraprese. Il giudice può tuttavia ordinare che le somme corrispondenti alle scadenze rinviate matureranno interesse ad un tasso ridotto almeno pari al tasso legale.

E’ vietato rinunciare in anticipo alla possibilità di chiedere al giudice la concessione di termini di grazia. Qualsiasi disposizione contraria prevista in un contratto è considerata non scritta.

Il debitore di debiti alimentari non può sollecitare dal giudice dei termini di grazia poiché si presume che il loro pagamento alla scadenza sia indipensabile al creditore.

Procedure riservate di prevenzione delle difficoltà delle imprese

Esistono due procedure riservate di prevenzione delle difficoltà alle quali un debitore può ricorrere: il mandato ad hoc e la procedura di conciliazione.

Mandato ad hoc

Il debitore che incontra una difficoltà, ma non è in stato d’insolvenza, può richiedere la nomina di un mandatario ad hoc che lo aiuti a risolvere la difficoltà, ad esempio negoziando un accordo con i principali creditori al fine di ottenere lo scaglionamento dei debiti.

Il dirigente continua a gestire da solo la sua impresa. La procedura è riservata, non ha limiti di tempo e termina su richiesta del debitore.

Procedura di conciliazione

Il debitore che fa fronte ad una difficoltà giuridica, economica o finanziaria comprovata o prevedibile e non si trova in situazione d’insolvenza o vi si trova da poco tempo (meno di 45 giorni), può chiedere al tribunale la nomina di un conciliatore.

Nella richiesta il debitore deve esporre la sua situazione economica, sociale e finanziaria, i suoi bisogni di finanziamento ed eventualmente i mezzi per soddisfarli.

Il conciliatore è nominato per una durata di 4 mesi prorogabile di 1 mese.

Il conciliatore aiuta il debitore a raggiungere un accordo con i suoi principali creditori e partners per mettere fine alle difficoltà dell’impresa. Può inoltre presentare una proposta relativa alla salvaguardia dell’impresa, alla prosecuzione dell’attività economica ed al mantenimento dell’impiego o partecipare all’elaborazione di un piano di cessione totale o parziale dell’impresa. Il conciliatore può ottenere dal debitore qualsiasi informazione utile per svolgere il suo incarico.

Deve rendere conto al presidente del tribunale dello stato di avanzamento della sua missione e formulare osservazioni utili sulla diligenza del debitore.

Se nessun accordo di conciliazione è raggiunto, la procedura termina con un rapporto indirizzato al presidente del tribunale che constata il fallimento del tentativo di conciliazione. In tal caso si può eventualmente ricorrere ad una procedura concorsuale.

Se un accordo è raggiunto il debitore può scegliere se far constatare dal presidente del tribunale la conclusione dell’accordo o sottoporlo al suo controllo per un’eventuale omologazione.

In entrambi i casi, il debitore non deve essere insolvente o in caso contrario, l’accordo deve mettere fine allo stesso. Il tribunale può, su richiesta del debitore, incaricare il conciliatore di controllare l’esecuzione dell’accordo.

La constatazione dell’accordo da parte del tribunale permette di preservare la riservatezza della procedura.

Al contrario, la sentenza di omologazione è depositata in cancelleria e consultabile da chiunque.

L’omologazione è possibile se i termini dell’accordo sono tali da assicurare la continuità dell’attività dell’impresa e se l’accordo non pregiudica gli interessi dei creditori non firmatari.

Il tribunale decide quindi se omologare l’accordo dopo aver consultato i creditori parte all’accordo, i rappresentanti del personale, il conciliatore, il pubblico ministero e qualsiasi altra persona che ritenga utile. Solo il pubblico ministero può fare appello alla sentenza di omologazione; i terzi interessati possono presentare opposizione.

La conciliazione offre i seguenti vantaggi ai debitori e ai creditori:

  • in caso risoluzione per inadempimento dell’accordo all’esito della procedura di conciliazione, non è possibile far risalire l’insolvenza ad una data anteriore alla conclusione dell’accordo;
  • i creditori che hanno consentito, nell’ambito della conciliazione, un finanziamento per permettere il proseguimento dell’attività dell’impresa saranno considerati come dei creditori privilegiati nelle eventuali successive procedure concorsuali (privileggio del “new money”).

Covid-19

A causa del Covid-19, la normativa applicabile alla conciliazione è stata agevolata:

La durata delle procedure di conciliazione in corso al 12 marzo è automaticamente prorogata di cinque mesi.

Il periodo di attesa (“délai de carence”) di tre mesi tra due procedure di conciliazione non è più applicabile, al fine di permettere la ripresa delle negoziazioni senza dover attendere in caso di fallimento di un primo tentativo di accordo.

Nel caso in cui un creditore nell’ambito di una procedura di conciliazione non accetta la richiesta fatta dal conciliatore di sospendere l’esigibilità del suo credito durante la procedura, il debitore può richiedere al presidente del tribunale:

  • di interrompere o vietare qualsiasi azione in giudizio da parte del creditore avente per scopo la condanna del debitore al pagamento di una somma di denaro o alla risoluzione di un contratto pour defaut;
  • di mettere fine o vietare qualsiasi procedura di esecuzione da parte di tale creditore (sia sui beni mobili che immobili);
  • di posticipare o scaglionare il pagamento degli importi dovuti.

In questo caso, le maggiorazioni di interessi o le penalità previste incaso di ritardo non sono incorse durante il termine fissato dal giudice.

Infine, il debitore può richiedere al giudice dei termini di grazia per il pagamento delle somme dovute ai sensi dell’articolo 1343-5 del codice civile senza essere stato previamente messo in mora o citato in giudizio.

Aggiornato il 9 giugno 2020

Insolvenza

Lo stato d’insolvenza, in francese “état de cessation des paiements”, è l’impossibilità di pagare il passivo esigibile con l’attivo disponibile.

Il passivo esigibile include tutti i debiti certi, liquidi ed esigibili.

L’attivo disponibile è costituito dalla tesoreria e altre liquidità di cui il debitore può immediatamente disporre; sono esclusi, ad esempio, il patrimonio immobiliare non ancora venduto  o i crediti oggetto di un procedimento pendente.

Un debitore che accerta che le riserve di credito o moratorie di cui beneficia nei confronti dei suoi creditori gli consentono di far fronte al passivo esigibile con il suo attivo disponibile non è in situazione d’insolvenza.

Entro 45 giorni dallo stato d’insolvenza, il debitore deve chiedere l’apertura di una procedura concorsuale di tipo “redressement judiciaire” o liquidazione giudiziale, salvo avere già chiesto l’apertura di una procedura di conciliazione.

L’apertura di tali procedure può essere richiesta inoltre dal pubblico ministero e dai creditori o decisa di propria iniziativa dal tribunale.

La data d’insolvenza incide sulla determinazione del periodo sospetto che permette di invocare la nullità di alcuni atti realizzati dall’impresa. Determina inoltre la colpa del dirigente nell’ambito delle azioni in responsabilità (per insufficienza di attivo, fallimento personale o altre misure restrittive).

Covid-19

Fino al 23 agosto 2020, la situazione d’insolvenza deve essere valutata in considerazione della situazione dell’impresa al 12 marzo 2020. La determinazione della situazione d’insolvenza alla data del 12 marzo 2020 fino al 23 agosto 2020 è prevista nel solo interesse del debitore.

Il 24 agosto 2020, le imprese dovranno controllare che non siano o non siano più in situazione d’insolvenza.

Aggiornato il 9 giugno 2020

Procedure concorsuali

Si distinguono tre procedure concorsuali:

  • la procedura di “sauvegarde”, quando il debitore non è ancora in stato d’insolvenza;
  • la procedura di “redressement”, quando il debitore è in stato d’insolvenza;
  • la procedura di liquidazione giudiziaria quando il risanamento dell’impresa è manifestamente impossibile.

L’apertura della procedure concorsuale è menzionata nell’extrait Kbis del debitore (equivalente francese breve della visura camerale).

I creditori anteriori all’apertura di ognuna di queste procedure vedono i pagamenti dei loro crediti ed il corso degli interessi sospesi. Devono dichiarare i loro crediti al passivo della società debitrice e non possono più agire o proseguire le loro azioni in giudizio contro essa.

Sauvegarde judiciaire

Il debitore che si trova in una situazione di difficoltà che non è in grado di superare, pur non essendo insolvente, può richiedere al tribunale l’apertura di un periodo di osservazione di sei mesi rinnovabile fino a 18 mesi, durante il quale l’attività dell’impresa è mantenuta.

Il dirigente della società debitrice continua ad assicurare l’amministrazione dell’impresa ma il tribunale affida ad un amministratore giudiziario la missione di sorvegliare le operazioni di gestione o di assistere il debitore per tutti o alcuni atti di gestione (esigenza di doppia firma).

L’autorizzazione del giudice commissario è necessaria per alcuni atti, ad esempio gli atti di disposizione, il pagamento dei crediti anteriori o la richiesta di prestiti per proseguire l’attività.

La procedura termina:

  • con l’adozione di un piano di salvaguardia di una durata massima di 10 anni. Il debitore è quindi posto sotto la supervisione del commissario all’esecuzione del piano; o
  • con l’apertura di una procedura concorsuale o di una liquidazione giudiziale.

Il debitore il cui passivo è essenzialmente di natura finanziaria può ricorrere alla procedura di salvaguardia finanziaria accelerata. Tale procedura, di un mese rinnovabile, ha effetto unicamente nei confronti degli enti creditizi.

Il debitore impegnato in una procedura di conciliazione che elabora un piano di risanamento, in accordo con i suoi creditori, può beneficiare di una procedura di salvaguardia accelerata.

Redressement judiciaire

Può essere attuata a condizione che il debitore sia in stato d’insolvenza ma abbia delle prospettive di ripresa, su richiesta del debitore, dei creditori o su iniziativa del tribunale.

Il tribunale ordina l’apertura di un periodo d’osservazione di 6 mesi rinnovabile fino ad un massimo di 18 mesi.

Un amministratore giudiziario è incaricato di assistere il debitore per tutta o parte degli atti di gestione (esigenza di doppia firma) o di assicurare solo tutta o parte degli atti di gestione (come rappresentante del debitore).

L’autorizzazione del giudice commissario è necessaria per alcuni atti.

Al termine del periodo di osservazione si prospettano le seguenti alternative:

  • l’attuazione di un piano di risanamento;
  • la cessazione parziale o totale dell’attività;
  • l’apertura di una liquidazione giudiziale;
  • la chiusura della procedura se il debitore dispone di somme sufficienti per pagare i creditori e le spese.

Se il piano di risanamento è interamente eseguito, il tribunale ne constata la completa esecuzione, ciò determina la cancellazione di tutte le menzioni relative all’esistenza di un piano in corso di esecuzione nell’extrait Kbis. Se il debitore non rispetta gli impegni presi, il tribunale pronuncia la risoluzione del piano ed eventualmente la liquidazione giudiziale.

Liquidazione giudiziaria

Può essere attuata se il debitore è in situazione d’insolvenza e il risanamento è manifestamente impossibile, su richiesta del debitore, dei creditori o su iniziativa del tribunale.

Consiste nella nomina di un liquidatore giudiziale che procede alle operazioni di liquidazione e alla verifica dei crediti. L’apertura della procedura determina la cessazione dell’attività ed è irrevocabile.

Il tribunale pronuncia la fine della procedura: 

  • se la prosecuzione delle operazioni di liquidazione è resa impossibile per via dell’insufficienza di attivi, o se le difficoltà per realizzare l’attivo residuale sono tali che la prosecuzione ha poco interesse;
  • se il liquidatore dispone di somme sufficienti per pagare i creditori.

Vi è inoltre una procedura di liquidazione semplificata a cui è possibile ricorrere nel caso in cui l’impresa abbia al massimo un dipendente, non detenga beni immobiliari ed abbia un fatturato annuo al netto d’iva inferiore o uguale a 300 000 euro.

Covid-19

La durata dei piani in corso, prolungata automaticamente di tre mesi, può essere prolungata di due anni su richiesta del pubblico ministero o del commissario all’esecuzione del piano, adattando le modalità di verifica del passivo alla nuova durata.

Per fare fronte alle difficolte economiche post Covid-19, la normativa sulle imprese in difficoltà è stata aggevolata.

Ad esempio, iI termini per la consultazione dei creditori nell’ambito dell’adozione di piani di salvaguardia e di risanamento sono ridotti e le modalità di consultazione semplificate.

Inoltre, alle imprese che hanno consentito un nuovo apporto di liquidità al debitore durante il periodo di osservazione e/o che si impegnano, per l’esecuzione del piano di salvaguardia (nella procedura di “sauvegarde”) o risanamento (nella procedura di “redressement”), ad effettuare un tale apporto, viene riconosciuto un privilegio che gli permette di essere pagate prioritariamente (privileggio del “post money”).

Questa disposizione è applicabile alle procedure avviate a partire dal 22 maggio 2020.

Aggiornato il 9 giugno 2020