Post in evidenza

Misure di sostegno alle imprese danneggiate da Covid-19 (introduzione)

Il Presidente della Repubblica e il Ministro dell’Economia e delle Finanze francesi hanno annunciato varie misure per limitare la propagazione del virus Covid-19 e aiutare le imprese a fronteggiare le conseguenze economiche, finanziarie e sociali che ne risultano.

La legge del 23 marzo 2020 ha instaurato lo stato di emergenza sanitaria fino al 24 maggio 2020. La legge dell’11 maggio 2020 lo ha prolungato fino al 10 luglio 2020 incluso. La legge ha inoltre abilitato il Governo ad adottare tramite ordinanze delle misure provvisorie, di solito di competenza del parlamento, al fine di venire in aiuto alle imprese.

Attiriamo la vostra attenzione nel presente blog su alcune misure adottate che potrebbero essere utili da conoscere per le imprese italiane con interessi in Francia:

Le misure a sostegno delle imprese sono oggetto di un costante aggiornamento sul sito: https://www.economie.gouv.fr/coronavirus-soutien-entreprises


Aiuti per il pagamento dei canoni locativi

Il governo francese ha proposto di introdurre nella legge finanziaria per il 2021 (che dovrebbe essere adottata entro il 31/12/2020) un credito d’imposta destinato ad incitare i locatori a cancellare parte dei canoni locativi dovuti dalle imprese le cui attività sono chiuse al pubblico o particolarmente colpite dalle restrizioni sanitarie dovute al Covid19.

Il credito d’imposta si applicherebbe in primo luogo ai canoni locativi del mese di novembre 2020. Il credito concesso sarebbe del 50 % degli importi abbandonati per i locatori i cui conduttori impiegano meno di 250 dipendenti. Per i locatori i cui conduttori impiegano tra 250 e 5 000 dipendenti, un terzo dell’affitto rimarrebbe a carico del conduttore e il credito d’imposta del 50 % sarebbe limitato ai due terzi dell’importo dell’affitto.

Le principali associazioni di locatori hanno invitato i loro aderenti a utilizzare tale credito d’imposta e a concedere un annullamento di tutto o di 2/3 del canone locativo (in funzione del numero di dipendenti) per il mese di novembre 2020.

Le imprese dovranno tuttavia pagare le spese condominiali a loro imputabili e i premi assicurativi.

Siti e documenti utili:

Ministero dell’Economia e delle Finanze: https://www.economie.gouv.fr/covid19-soutien-entreprises/report-paiement-loyers

Testi di legge applicabili alle procedure di référé

Référé d’urgence

Tribunal judiciaire : art. 834 CPC

« Dans tous les cas d’urgence, le président du tribunal judiciaire ou le juge du contentieux de la protection dans les limites de sa compétence, peuvent ordonner en référé toutes les mesures qui ne se heurtent à aucune contestation sérieuse ou que justifie l’existence d’un différend. » 

Tribunal de commerce : article 872 CPC

« Dans tous les cas d’urgence, le président du tribunal de commerce peut, dans les limites de la compétence du tribunal, ordonner en référé toutes les mesures qui ne se heurtent à aucune contestation sérieuse ou que justifie l’existence d’un différend. »

Référé conservatoire

Tribunal judiciaire : art. 835, al. 1er CPC

« Le président du tribunal judiciaire ou le juge du contentieux de la protection dans les limites de sa compétence peuvent toujours, même en présence d’une contestation sérieuse, prescrire en référé les mesures conservatoires ou de remise en état qui s’imposent, soit pour prévenir un dommage imminent, soit pour faire cesser un trouble manifestement illicite»

Tribunal de commerce : art 873 al. 1er CPC

« Le président peut, dans les mêmes limites, et même en présence d’une contestation sérieuse, prescrire en référé les mesures conservatoires ou de remise en état qui s’imposent, soit pour prévenir un dommage imminent, soit pour faire cesser un trouble manifestement illicite. »

Référé provision

Tribunal judiciaire : art. 835, al. 2e CPC

« Dans les cas où l’existence de l’obligation n’est pas sérieusement contestable, ils peuvent accorder une provision au créancier, ou ordonner l’exécution de l’obligation même s’il s’agit d’une obligation de faire. »

Tribunal de commerce : art 873 al 2e CPC

« Dans les cas où l’existence de l’obligation n’est pas sérieusement contestable, il peut accorder une provision au créancier, ou ordonner l’exécution de l’obligation même s’il s’agit d’une obligation de faire. »

Référé injonction

Tribunal judiciaire: art. 835, al. 2e in fine CPC

« Dans les cas où l’existence de l’obligation n’est pas sérieusement contestable, ils peuvent accorder une provision au créancier, ou ordonner l’exécution de l’obligation même s’il s’agit d’une obligation de faire. »

Tribunal de commerce: art 873 al 2e in fine CPC

« Dans les cas où l’existence de l’obligation n’est pas sérieusement contestable, il peut accorder une provision au créancier, ou ordonner l’exécution de l’obligation même s’il s’agit d’une obligation de faire. »

Référé probatoire

art. 145 CPC

« S’il existe un motif légitime de conserver ou d’établir avant tout procès la preuve de faits dont pourrait dépendre la solution d’un litige, les mesures d’instruction légalement admissibles peuvent être ordonnées à la demande de tout intéressé, sur requête ou en référé. »

L’insinuazione del credito al passivo di un’impresa in difficoltà

La dichiarazione di insinuazione al passivo (“déclaration de créances”) è obbligatoria per i creditori che vogliono ottenere il pagamento delle somme dovute da un’impresa che è oggetto di una procedura concorsuale, cioè di una procedura di “sauvegarde judiciaire”, “redressement judiciaire” o “liquidation judiciaire”.

  • I crediti anteriori all’apertura della procedura

Tutti i crediti anteriori alla decisione di apertura della procedura concorsuale (salvo quelli dei dipendenti) devono essere insinuati al passivo della procedura.

I crediti devono essere dichiarati al mandatario giudiziario (in caso di procedura di “sauvegarde” o “redressement”) o al liquidatore (in caso di liquidazione giudiziale).

L’obbligo di dichiarazione riguarda anche i crediti litigiosi, condizionali, eventuali, non liquidati e futuri.

Nel caso in cui il credito non è stato ancora determinato tramite un titolo o il suo importo non è ancora definitivamente stabilito, la dichiarazione deve contenere una stima del credito.

Il credito deve essere “certificato sincero” dal creditore, tranne nel caso in cui risulti da un titolo esecutivo (ad esempio una decisione del tribunale).

  • Il contenuto della dichiarazione

La dichiarazione dei crediti deve menzionare:

  • l’importo del credito al momento della decisione di apertura della procedura concorsuale con l’indicazione degli importi dovuti e le loro scadenze;
  • Il tipo di garanzia da cui il credito è eventualmente coperto;
  • le modalità di calcolo degli interessi in corso;
  • gli elementi giustificativi dell’esistenza e dell’importo del credito se quest’ultimo non risulta da un titolo;
  • l’indicazione del tribunale adito se il credito è oggetto di una controversia.

I documenti giustificativi dei crediti (ad esempio, copia delle fatture, degli ordini e/o dei buoni di consegna) devono essere allegati alla dichiarazione e listati in un indice.

  • La procedura di dichiarazione

La dichiarazione dei crediti deve essere fatta entro due mesi dalla pubblicazione al Bodacc (Bollettino ufficiale degli annunci civili e commerciali) della decisione di apertura della procedura concorsuale. Questo termine è aumentato di 2 mesi per i creditori domiciliati al di fuori della Francia metropolitana.

  • Le sanzioni dell’assenza di dichiarazione

Un creditore che non procede alla dichiarazione entro tali termini non può più sollecitarne il pagamento.

Può tuttavia chiedere al tribunale di esservi riammesso se giustifica che il ritardo nella dichiarazione è dovuto ad un avvenimento che non gli è imputabile o che è imputabile al debitore.

Il creditore che non ha proceduto alla dichiarazione dovrà allora indirizzare una richiesta di “relevé de forclusion” al giudice commissario (« juge commissaire »), entro un termine di 6 mesi a partire dalla pubblicazione della decisione di apertura della procedura al Bodacc.

La dichiarazione d’insinuazione del credito al passivo della procedura va poi effettuata se è il caso nel termine di un mese a partire dalla notifica della decisione di riammissione alla procedura.

  • L’esito della dichiarazione

Il mandatario giudiziario o il liquidatore redige, in accordo con il debitore, una lista dei crediti dichiarati con le sue proposte di ammissione o rifiuto di ammissione al passivo della procedura. Questa lista è trasmessa al giudice commissario che si pronuncia sulle eventuali contestazioni dopo avere convocato le parti per discuterne. La liste dei crediti ammessi alla procedura viene infine depositata presso la cancelleria ed è oggetto di pubblicità al Bodacc (giornale di annunci legali).

Le procedure di référé

Nei casi in cui le controversie esigano una soluzione rapida, si puo’ ricorrere alle procedure di référé, affidate ad un giudice unico.

Possono essere intentate davanti al presidente della giurisdizione del Tribunale di commercio o del Tribunale giudiziario.

Il giudice dei référés è adito tramite citazione in giudizio e istruisce la causa in maniera contradditoria in un’udienza pubblica. Emette un’ordinanza che è esecutiva a titolo provvisorio; non si pronuncia sul merito della controversia.

Il ricorso al giudice dei référés è possibile soltanto in un numero limitato di casi. A seconda del tipo di procedura, il giudice dei référés è definito come il giudice del provvisorio e dell’urgenza o il giudice dell’evidenza.

  • Référé d’urgence: nei casi d’urgenza il giudice dei référés può pronunciare tutte le misure che non sono oggetto di contestazioni serie o che sono giustificate dall’esistenza di una controversia tra le parti (articoli 834 e 872 del codice di procedura civile).
  • Référé conservatoire: il giudice dei référés può ordinare le misure cautelari o di ripristino necessarie per prevenire un danno, o far cessare una turbativa manifestamente illecita (« trouble manifestement illicite »). Può essere utilizzato, ad esempio, per sospendere la diffusione di una pubblicazione che viola la privacy di un individuo (articoli 835 comma 1 e 873 comma 1 del codice di procedura civile).
  • Référé injonction: il giudice dei référés può ordinare l’esecuzione di un obbligo di fare (ad esempio la consegna di un bene o la fornitura di un servizio) a condizione che l’esistenza di tale obbligo non sia seriamente contestabile (articoli 835 comma 2 ultima frase e 873 comma 2 ultima frase del codice di procedura civile).
  • Référé expertise: il giudice dei référés può pronunciare delle misure probatorie, ovvero delle misure che permettono di procurarsi delle prove in vista di un potenziale ulteriore giudizio di merito (articolo 145 del codice di procedura civile).

Référé expertise

Il référé expertise detto anche référé probatoire, è un’azione in giudizio che permette ad ogni interessato di chiedere al giudice dei référés di pronunciare una misura probatoria.

Le misure richieste devono essere giustificate da un motivo legittimo, cioè dalla necessità di preservare o di provare dei fatti da cui potrebbe dipendere la soluzione di una controversia.

Il référé expertise è una procedura per natura preventiva. Se un processo è già in corso tra le parti, la misura richiesta non potrà essere pronunciata dal giudice dei référés, ma dovrà essere richiesta al giudice di merito.

La parte che adisce il giudice dei référés deve essere in grado di provare che la misura richiesta ha un legame con una potenziale controversia tra le parti.

Le misure pronunciate possono essere di varia natura, ad esempio: la nomina di un Consulente Tecnico Preventivo (“Expert judiciaire”), la nomina di un ufficiale giudiziario per constare dei fatti, la produzione di documenti.

Queste misure devono essere legalmente ammissibili e non pregiudicare delle libertà fondamentali (ad esempio il rispetto della vita privata, la presunzione d’innocenza…).

Référé provision

Il giudice del référé provision è il giudice cosiddetto “dell’evidenza”. Emette un’ordinanza che condanna il debitore a pagare le somme che non sono seriamente contestabili. Il credito deve essere certo ed esigibile, sebbene l’importo non sia ancora determinato o determinabile.

A differenza delle altre procedure di référé, la condizione d’urgenza non è richiesta.

L’ordinanza resa dal giudice dei référés è immediatamente esecutiva, a titolo provvisorio. Di conseguenza il creditore può chiederne l’esecuzione immediata, nonostante un eventuale ricorso in appello o un’azione di merito.

Se la controparte riesce a dimostrare che tutto il credito è seriamente contestabile, il giudice dei référés si dichiara incompetente. E’ allora necessario ricorrere al giudice di merito.

Il vantaggio di questa procedura è la rapidità: il giudice dei référés può pronunciare un’ordinanza entro 6 mesi/1 anno.

Giurisdizioni dell’ordine giudiziario

La procedura civile francese è stata recentemente oggetto di un’importante riforma tramite dei decreti adottati l’11 dicembre 2019 che hanno ridefinito l’organizzazione giudiziaria e le regole di procedura applicabili davanti le giurisdizioni giudiziarie.

La competenza delle giurisdizioni dell’ordine giudiziario è determinata dalla natura del litigio.

Giurisdizioni civili

Il Tribunal judiciaire è competente per i litigi di più di 10 000 euro in materia di divorzio, autorità parentale, successioni, filiazione, materia immobiliare e stato civile. E’ nato dalla fusione dei Tribunaux de grande instance e dei Tribunaux d’instance situati nello stesso comune.

Il Tribunal de proximité è competente per i litigi di meno di 10 000 euro ed i litigi in materia di credito.

Le parti sono tenute ad essere assistite da un avvocato tranne in alcuni casi (ad esempio se il litigio riguarda un importo inferiore o pari a 10 000 euro).

Giurisdizione in materia commerciale

Il Tribunal de commerce è una giurisdizione specializzata, competente per i litigi in materia commerciale. In particolare, per le controversie relative:

  • agli obblighi tra commercianti, tra istituti di credito, tra società finanziarie o tra di loro;
  • alle società commerciali;
  • agli atti di commercio.

E’ inoltre competente per le procedure concorsuali nei confronti dei debitori che esercitano un’attività commerciale o artigianale.

I giudici del Tribunale di commercio non sono dei magistrati di professione ma sono eletti tra i commercianti o dirigenti di società commerciali.

Le parti ad una procedura davanti al Tribunale di commercio devono farsi assistere da un avvocato salvo nei seguenti casi: se l’importo del litigio è inferiore o pari a 10 000 euro o se il litigio riguarda una procedura concorsuale o la tenuta del Registro delle imprese.

I Tribunali di commercio di Parigi e di Nanterre e la Corte d’appello di Parigi sono dotati di una sezione internazionale competente per le controversie del commercio internazionale (contratti commerciali, rottura delle relazioni commerciali, trasporti, concorrenza sleale, operazioni finanziarie…).

Lo scopo di tali sezioni specializzate è di semplificare l’accesso alle giurisdizioni commerciali francesi per i gruppi internazionali. Le discussioni possono svolgersi in inglese e le regole di  procedura sono agevolate in modo da ravvicinarsi a quelle in uso innanzi alle giurisdizioni di common law.

Giurisdizione in materia di diritto del lavoro

Il Conseil des Prud’hommes è competente per i litigi nati, tra datori di lavoro e dipendenti, all’occasione dell’esecuzione o della rottura del contratto di lavoro.

L’assistenza di un avvocato non è obbligatoria nell’istanza di primo grado.

Altre giurisdizioni specializzate

Esistono altre giurisdizioni specializzate in materia di prestazioni sociali (Tribunal des affaires de sécurité sociale) e di locazione agrarie (Tribunal paritaire des baux ruraux).

Giurisdizioni penali

Le giurisdizioni penali sono competenti in caso di infrazione penale (contravvenzioni, delitti o crimini), ivi incluso peri litigi che riguardano il diritto penale commerciale (diritto della concorrenza, diritto del consumo…).

Il Tribunal de police è competente per le contravvenzioni dalla 1° alla 5° classe, cioè le infrazioni per le quali la legge prevede un’ammenda che non può eccedere 3000 euro.

Il Tribunal correctionnel giudica i delitti, cioè le infrazioni punibili con la detenzione fino a 10 anni.

La Cour d’assises giudica i crimini, cioè le infrazioni più gravi punibili con minimo 15 anni di reclusione e al massimo la reclusione perpetua.

Salvo casi particolari, l’assistenza di un avvocato non è obbligatoria davanti al Tribunal correctionnel, lo è invece davanti la Cour d’assises. 

Oltre all’ammenda e alle privazioni di libertà, le giurisdizioni penali possono pronunciare delle sanzioni complementari, diverse per le contravvenzioni, i delitti e i crimini (interdizione di emettere degli assegni, divieto di esercitare un’attività professionale, diffusione pubblica della decisione del tribunale…).

Ricorsi in appello e cassazione

Le decisioni di primo grado, salvo alcune decisioni “en dernier ressort” sono impugnabili davanti la Corte d’appello e in ultimo ricorso davanti alla sezione competente della Corte di cassazione (civile, commerciale, sociale, criminale).

L’assistenza di un avvocato è obbligatoria in appello e in cassazione. In cassazione, è necessario l’intervento di un avvocato cassazionista.

La Corte d’appello costituisce il secondo grado di giudizio e riesamina sia i fatti che l’applicazione delle regole di diritto.

Al contrario, la Corte di cassazione non costituisce un terzo grado di giudizio. Non può riesaminare i fatti e pronunciarsi sul merito ma soltanto verificare se le regole di diritto sono state correttamente applicate.

Attività parziale di lunga durata

Sin dall’inizio della pandemia il governo ha semplificato il ricorso al dispositivo di attività parziale “classico” (cassa integrazione). Oltre a tale dispositivo, è stato instaurato un nuovo dispositivo a partire dal 31 luglio 2020: l’attività parziale di lunga durata.

Si tratta di un dispositivo che permette alle imprese confrontate ad una riduzione duratura della loro attività di diminuire l’orario di lavoro dei dipendenti, usufruendo di un contributo dello Stato, a condizione di impegnarsi in particolare a mantenere i posti di lavoro.

L’impresa può ricorrere all’attività parziale di lunga durata soltanto se c’è un accordo collettivo, firmato all’interno della sede, dell’impresa, del gruppo o della categoria. L’accordo deve essere trasmesso alla Direccte del territorio dell’impresa.

La richiesta per beneficiare dell’APLD può essere fatta online fino al 30 giugno 2022.

La riduzione dell’orario di lavoro di un dipendente non può superare il 40% dell’orario legale per dipendente sulla durata totale dell’accordo.

Le imprese possono ricorrere all’attività parziale di lunga durata per una durata massima di 24 mesi, consecutivi o no, su un periodo di 36 mesi consecutivi.

Il dipendente riceve dal suo datore di lavoro un’indennità oraria  che corrisponde al 70% della sua remunerazione lorda (70 % de sa rémunération brute servant d’assiette de l’indemnité de congés payés) nel limite di 4,5 volte lo SMIC.

Il datore di lavoro riceve dallo Stato un contributo pari al 60% della remunerazione oraria lorda nel limite di 4,5 volte il tasso orario SMIC.

L’attività parziale di lunga durata non può essere cumulata su uno stesso periodo e per uno stesso dipendente con il dispositivo di attività parziale “classico”.

Un datore di lavoro che ricorre al dispositivo di attività parziale di lunga durata per una parte dei suoi dipendenti può nello stesso tempo ricorrere al dispositivo di attività parziale “classico” per altri dipendenti per uno dei seguenti motivi:

  • difficoltà di approviggionamento in materie prime o energia;
  • trasformazione, ristrutturazione o modernizzazione dell’impresa;
  • qualsiasi altra circostanza di carattere eccezionale.

Incentivi all’assunzione

Nell’ambito del piano di rilancio per le imprese presentato dal Governo il 3 settembre 2020, dei nuovi contributi sono previsti per promuovere l’assunzione dei giovani.

Il governo ha creato un piano detto “1 jeune 1 solution” (un giovane, una soluzione) che prevede degli aiuti finanziari per le imprese che intendono assumere dei giovani. In particolare :

  • una compensazione di contributi sociali di 4 000 euro per ogni giovane assunto tra agosto 2020 e gennaio 2021. Riguarda l’assunzione di giovani di meno di 25 anni con uno stipendio fino a 2 SMIC (salario minimo) per dei contratti di lavoro a durata indeterminata o determinata di più di 3 mesi;
  • un contributo di 5 000 euro per assumere, tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, un apprendista di più di 18 anni;
  • un contributo di 5 000 euro per assumere, tra il 1° gennaio 2020 e il 28 febbraio 2021, un dipendente di meno di 18 anni con un contratto di professionalizzazione o di 8 000 euro per assumere un dipendente di età superiore ai 18 anni e inferiore a 30 anni. Riguarda i giovani che preparano un diploma o un titolo equivalente o inferiore alla licenza professionale.

Nell’Ile-de-France, le imprese possono inoltre ricevere dei premi di assunzione fino a 15 000 euro se impiegano persone residenti in alcuni quartieri svantaggiati.

Infine, le imprese potranno ricevere un contributo di 4 000 euro se assumono delle persone disabili con contratti a durata indeterminata o determinata (di più di 3 mesi), tra il 1° settembre 2020 e il 1° febbraio 2021.

Pratiche commerciali abusive e legge francese di applicazione necessaria

Attenzione all’applicazione della legge francese, non prevista dalle parti

In una sentenza dell’8 luglio 2020 la Corte di cassazione conferma una sentenza della corte d’appello di Parigi del 21 giugno 2017 per aver qualificato due disposizioni del Codice di commercio riguardo le pratiche restrittive di concorrenza come leggi di applicazione necessaria, cioè leggi di ordine pubblico che si applicano nonostante le parti abbiano previsto l’applicazione di una legge diversa.

Si tratta:

  • dell’articolo che sanziona lo Squilibrio significativo nelle relazioni tra partner commerciali (ex articolo L. 442-6 I 2° sostituito dal nuovo articolo L. 442-1, I, 2° del Codice di commercio)
  • dell’articolo che prevede la nullità delle clausole contrattuali che permettono di beneficiare automaticamente delle condizioni più favorevoli consentite alle imprese concorrenti (“Estensione automatica delle condizioni più favorevoli” – ex Articolo L. 442-6 II d) sostituito dal nuovo articolo L. 442-3 d) del Codice di commercio).

La particolarità di queste disposizioni è che possono essere invocate non solo dal cocontrattante, ma anche dal pubblico ministero, dal ministro dell’economia o dal presidente del consiglio della concorrenza (ex Articolo L442-6 III sostituito dal nuovo articolo L442-4 del Codice di commercio).

Il caso Expedia

Nel caso di specie il contenzioso riguarda le relazioni contrattuali tra le società del gruppo Expedia e gli albergatori stabiliti in Francia per l’utilizzo da parte di questi ultimi della piattaforma di prenotazione online di Expedia.

Il ministro dell’economia ha intentato un’azione al fine di sanzionare delle clausole di parità tariffaria e  le cosiddette clausole “dell’ultima camera disponibile”. Le prime permettevano ad Expedia di ottenere automaticamente le migliori condizioni tariffarie e offerte promozionali; le seconde costringevano l’albergatore ariservare a Expedia l’ultima stanza disponibile.

La corte d’appello aveva condannato Expedia a un’ammenda di 1 milione di euro per lo Squilibrio significativo degli accordi e ha annullato alcune clausole non conformi al divieto di Estensione automatica delle condizioni più favorevoli. La Corte di Cassazione conferma l’annullamento delle clausole, ma non ritiene lo Squilibrio significativo.

Principi di diritto internazionale privato

Expedia basava la sua difesa in appello sull’incompetenza delle giurisdizioni francesi e l’inapplicabilità del diritto francese. Tutti i contratti conclusi con gli albergatori prevedevano in effetti una clausola di elezione di foro in favore delle giurisdizioni inglesi e una clausola di scelta di legge in favore della legge inglese.

La Corte di cassazione non condivide l’argomentazione di Expedia e conferma la sentenza della corte d’appello sulle questioni di diritto internazionale privato.

Innanzitutto ribadisce che l’azione introdotta da un’autorità pubblica ha per obiettivo la protezione del funzionamento del mercato e della concorrenza e non quella dei cocontrattanti lesi. Si tratta di un’azione autonoma non fondata sul contratto esistente tra le parti e, pertanto, di natura extracontrattuale.

La presenza di una clausola attributiva di giurisdizione relativa ai litigi contrattuali è irrilevante in materia extracontrattuale. In applicazione dell’articolo 5-3 del Regolamento Bruxelles I, le giurisdizioni francesi sono pertanto competenti in quanto luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto.

Allo stesso modo, la Corte di cassazione ritiene che, poiché l’azione non è fondata su un inadempimento contrattale, il ministro dell’economia non è vincolato dalla clausola di legge applicabile che figura nel contratto. La legge francese è applicabile in base dell’articolo 4-1 del Regolamento Roma II che in materia extracontrattuale designa la legge del luogo in cui il danno si verifica (gli albergatori vittime delle pratiche di Expedia sono situati in Francia).

La Corte di cassazione aggiunge infine che la proibizione dello Squilibrio significativo e dell’Estensione automatica della condizioni più favorevoli costituisce una legge di applicazione necessaria ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento Roma I e dell’articolo 16 del regolamento Roma II:

 “il regime specifico ai delitti civili […] caratterizzato dall’intervento del ministro dell’economia per la difesa dell’ordine pubblico, e gli strumenti giuridici di cui quest’ultimo dispone, in particolare la possibilità di pronunciare delle sanzioni civili, illustrano l’importanza che i poteri pubblici accordano a queste disposizioni. Si tratta quindi di leggi di applicazione necessaria che sono vincolanti per il giudice del foro, anche se la legge applicabile è una legge estera”.

La qualifica di legge di applicazione necessaria non era indispensabile, la competenza delle giurisdizioni francesi e l’applicazione della legge francese essendo già state confermate in base ai regolamenti europei sopra citati.

La Corte di Cassazione sembra voler mettere in guardia le parti che nei contratti internazionali di diritto privato pensano di poter sottrarsi all’applicazione della legge francese.