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Misure di sostegno alle imprese danneggiate da Covid-19 (introduzione)

Il Presidente della Repubblica e il Ministro dell’Economia e delle Finanze francesi hanno annunciato varie misure per limitare la propagazione del virus Covid-19 e aiutare le imprese a fronteggiare le conseguenze economiche, finanziarie e sociali che ne risultano.

La legge del 23 marzo 2020 ha instaurato lo stato di emergenza sanitaria fino al 24 maggio 2020. La legge dell’11 maggio 2020 lo ha prolungato fino al 10 luglio 2020 incluso. La legge ha inoltre abilitato il Governo ad adottare tramite ordinanze delle misure provvisorie, di solito di competenza del parlamento, al fine di venire in aiuto alle imprese.

Attiriamo la vostra attenzione nel presente blog su alcune misure adottate che potrebbero essere utili da conoscere per le imprese italiane con interessi in Francia:

Le misure a sostegno delle imprese sono oggetto di un costante aggiornamento sul sito: https://www.economie.gouv.fr/coronavirus-soutien-entreprises


Menzioni obbligatorie sulle fatture

L’articolo  L441-9 del codice di commercio impone alle società commerciali francesi diverse menzioni obbligatorie da indicare sulle fatture:

  • data di emissione della fattura 
  • numero della fattura 
  • data della vendita o della prestazione 
  • identità del venditore o del prestatario: ragione sociale e numero SIREN o SIRET, numero d’immatricolazione al registro delle imprese, indirizzo della sede legale, menzione della forma giuridica della società e importo del capitale sociale
  • identità dell’acquirente o del beneficiario della prestazione: nome o ragione sociale, indirizzo della sede legale della società, indirizzo di fatturazione se diverso da quest’ultimo
  • numero dell’ordine se è stato preliminarmente emesso dall’acquirente
  • partita IVA intracomunitaria del venditore o del prestatario e del destinatario della fattura se quest’ultimo è assoggettato all’IVA
  • designazione e quantità dei prodotti e/o delle prestazioni fatturati (ivi compreso il costo del trasporto e spese accessorie)
  • prezzo unitario di listino al netto d’IVA
  • aliquota IVA legalmente applicabile e importo totale dell’IVA
  • eventuali riduzioni del prezzo
  • importi totali da pagare escluse le tasse e incluse le tasse
  • data alla quale il pagamento deve essere effettuato, specificando le eventuali condizioni di sconto applicabili in caso di pagamento ad una data anteriore alla scadenza della fattura, il tasso delle penalità di mora dovute in caso di pagamento posteriore alla scadenza del fattura e l’importo del risarcimento forfettario per spese di riscossione dovuto al creditore in caso di ritardo nel pagamento (40 euro).

A queste menzioni obbligatorie, si aggiungono in alcuni casi delle menzioni particolari come l’autoliquidazione dell’IVA in materia di prestazioni intracomunitarie o di subappalto nel settore edilizio.

Il mancato rispetto di tali menzioni è suscettibile di essere sanzionato con:

  • 15 euro di ammenda fiscale per ogni menzione mancante o inesatta per ogni fattura,
  • un’ammenda amministrativa fino a 375 000 euro per le persone giuridiche che può essere, in alcuni casi, raddoppiata.

Termini di pagamento

In diritto francese, il termine di pagamento tra commercianti è fissato in generale a 30 giorni dalla ricezione della merce o dall’esecuzione della prestazione.

Questo termine può essere prolungato di comune accordo tra le parti ma non può superare i 60 giorni a partire dalla data di fatturazione.

In deroga, può essere previsto un termine più lungo fino a 45 giorni dalla fine del mese della data di emissione della fattura, a condizione che sia espressamente stipulato per contratto tra le parti e non costituisca un abuso manifesto nei confronti del creditore.

Dei termini di pagamento specifici si applicano ad alcuni prodotti o servizi, ad esempio prodotti alimentari, bibite e trasporto.

In alcuni settori di attività, è possibile negoziare accordi professionali di categoria per fissare specifici termini di pagamento. Tali accordi esistono ad esempio per il commercio delle attrezzature agricole, degli articoli sportivi e dei giocattoli, l’industria della pelle e l’orologeria-gioielleria-oreficeria.

Dei termini di pagamento ridotti possono essere concordati, ad esempio il pagamento in contanti.

Il termine di pagamento deve figurare sulla fattura e nelle condizioni generali di vendita (CGV) che devono inoltre prevedere le condizioni di applicazione e il tasso d’interesse delle penalità di mora.

In assenza di previsioni contrarie delle parti, tale tasso è pari al tasso d’interesse applicato dalla Banca centrale europea alla sua ultima operazione di rifinanziamento più 10 punti percentuali. Le parti non possono concordare un tasso inferiore a tre volte il tasso d’interesse legale.

Gli interessi di mora decorrono automaticamente alla scadenza della fattura; l’invio di una lettera raccomandata non è necessario per farli decorrere.

Per qualsiasi ritardo nel pagamento di prestazioni che dipendono dal codice di commercio, un’indennità fissa di 40 euro per fattura è dovuta al creditore per le spese di riscossione. Questo importo si aggiunge alle penalità di mora.

Il non rispetto dei termini di pagamento e l’assenza di riferimento alle penalità di mora nelle CGV sono sanzionate con un’ammenda amministrativa fino a 2 milioni di euro per le persone giuridiche. L’importo dell’ammenda è raddoppiato in caso di ripetuta inosservanza entro due anni dalla data in cui la prima decisione di sanzione è diventata definitiva. La sanzione è inoltre oggetto di pubblicità.

Si vedano gli articoli L441-10 e seguenti del codice di commercio.

Clausole limitative di responsabilità

Le clausole limitative di responsabilità hanno come scopo di limitare o escludere gli effetti della responsabilità di un contraente. Tali clausole possono elencare i casi in cui la responsabilità sarà ammessa o esclusa, limitare l’esercizio dell’azione in responsabilità (per esempio prevedendo un periodo di tempo ridotto per agire) o determinare in anticipo un massimale per i danni.

La validità di principio di queste clausole è stata ammessa molto presto dalla giurisprudenza (Cass. civ., 24 gennaio 1874).

Risulta implicitamente dall’articolo 1231-3 del codice civile che limita il risarcimento ai danni prevedibili al momento della conclusione del contratto: «Il debitore risponde solo dei danni previsti o che si sarebbero potuti prevedere al momento della conclusione del contratto, salvo il caso in cui l’inadempimento sia dovuto a grave negligenza («faute lourde») o dolo». 

Nelle vendite tra professionisti, la giurisprudenza ha affermato la validità di queste clausole, senza che sia necessario distinguere a seconda che l’acquirente professionale sia o meno della stessa specialità del venditore.

La clausola limitativa di responsabilità si applica soltanto in caso di inadempimento ad un obbligo contrattuale; non può esonerare dalla responsabilità civile extracontrattuale.

Inoltre, non si applica in caso di dolo o grave negligenza del debitore o dei suoi impiegati. 

Le clausole limitative di responsabilità sono vincolanti per l’altra parte soltanto se si ritiene che quest’ultima le abbia accettate. Per essere efficaci, devono essere chiare e leggibili per la parte a cui si oppongono. Altrimenti, sono inapplicabili.

Sono nulle quando privano l’obbligo essenziale del contratto della sua sostanza (articolo 1170 del codice civile).

Infine, la clausola limitativa di responsabilità imposta da una delle parti può essere sanzionata, in alcune circostanze, sulla base dello squilibrio significativo (articolo 1171 del codice civile).


Covid-19 e pagamento dei canoni locativi: primi insegnamenti giudiziari

I giudici invitano locatori e conduttori a risolvere amichevolmente le questioni relative al pagamento dei canoni locativi durante il periodo di emergenza sanitaria

Sono state rese le prime decisioni giudiziarie in merito al pagamento dei canoni locativi dovuti durante il periodo di confinamento della popolazione francese nel corso del secondo trimestre 2020.

Con la presente attiriamo l’attenzione su due sentenze del 26 ottobre 2020 del giudice dei référés del Tribunale giudiziario di Parigi e su una sentenza del Tribunale di Commercio di Lione.

Sentenze del 26 ottobre 2020 del giudice dei référés del Tribunale giudiziario di Parigi

Nella prima fattispecie, un farmacista ha adito il giudice per ottenere la sospensione dell’obbligo di pagamento del canone locativo del secondo trimestre 2020. In via riconvenzionale, il locatore ha sollecitato il pagamento del medesimo canone locativo (oltre a quello del terzo trimestre).

Le richieste del conduttore e del locatore si basavano sull’articolo 835 del Codice di procedura civile  secondo il quale il giudice dei référés può in tempi brevi, anche in presenza di una contestazione seria, prescrivere le misure cautelari o di ripristino necessarie, sia per prevenire un danno imminente, che per far cessare una turbativa manifestamente illecita. Nel caso in cui l’esistenza di un obbligo non è seriamente contestabile, lo stesso giudice dei référés può condannare il debitore ad un pagamento o ordinare l’esecuzione di un obbligo.

Con sentenza n°20/53713, il giudice ha considerato che il conduttore non dimostrava un danno imminente o una turbativa manifestamente illecita. Si è pertanto considerato incompetente per decidere se sospendere il pagamento dei canoni locativi.

Inoltre, non ha ritenuto fondati gli argomenti delle parti in merito alla forza maggiore, alla teoria dei rischi, all’inadempimento del locatore nella consegna dei locali, all’eccezione d’inadempimento e all’applicazione dell’ordinanza n°2020-306 del 25 marzo 2020 relativa alla proroga dei termini.

Ha invece considerato che l’obbligo di buona fede nell’esecuzione dei contratti (articolo 1104 del codice civile) impone ai contrattanti, in caso di circostanze eccezionali, di verificare se è necessario adattare le modalità di esecuzione del contratto.

Alla luce dell’obbligo di buona fede, il giudice dei référés ritiene che gli argomenti del conduttore in merito all’impatto del Covid19 sulla sua attività e al comportamento del locatore che avrebbe rifiutato di cercare di risolvere amichevolmente la situazione sono costitutivi di contestazioni serie. Ha quindi giudicato che l’analisi di tale situazione esula dalle sue competenze.

Si è pertanto dichiarato incompetente, rinviando di conseguenza le parti ad adire il giudice di merito.

Con sentenza dello stesso giorno n°20/55901, il giudice dei référés ha reso una sentenza molto simile in merito al pagamento del canone locativo di una palestra.

Sentenza del 17 novembre 2020 del Tribunale di Commercio di Lione (n°2020JOO420)

Il locatore di un ristorante ha adito il Tribunale di Commercio di Lione con una specifica procedura di citazione in urgenza (“assignation à bref délai”) per ottenere il pagamento dei canoni locativi del secondo trimestre 2020 oltre ad alcune spese e tasse arretrate.

Il Tribunale ha rigettato gli argomenti invocati dal conduttore per giustificare la sospensione del pagamento dei canoni locativi nei seguenti termini:

La creazione di un fondo di solidarietà e di misure cautelative per rinviare o scaglionare il pagamento dei canoni locativi per una categoria d’imprese la cui attività economica è stata particolarmente colpita dalla propagazione del Covid-19, dimostra che il legislatore non riconosce il carattere di forza maggiore alla pandemia.

L’eccezione di inadempimento non è opponibile al locatore poiché la chiusura amministrativa non è in relazione con un inadempimento del locatore che avrebbe reso il locale non utilizzabile conformemente all’attività prevista nel contratto di locazione.

Nessuna delle due parti può prevalersi della forza maggiore, le tre condizioni cumulative non essendo riunite.

Le imprese che non beneficiano di tale fondo devono quindi di propria iniziativa negoziare con il locatore adeguamenti al contratto per il pagamento dei canoni locativi.”

Il Tribunale constata infine che il conduttore non ha tentato nessuna risoluzione amichevole del litigio. Decide pertanto che la richiesta di sospensione totale o parziale dei canoni locativi non è giustificata e che i canoni locativi sono dovuti integralmente dal 1° aprile 2020.

Osservazioni

L’insegnamento da trarre da queste sentenze è che locatori e conduttori sono invitati a negoziare in buona fede gli adeguamenti necessari ai loro contratti di locazione per tenere conto delle circostanze eccezionali legate al Covid-19.

Queste sentenze non fanno differenza tra le attività dei conduttori totalmente chiuse a causa delle misure governative, come la palestra, e le attività che potevano continuare purché in via molto ridotta, come la parafarmacia e la ristorazione d’asporto.

Ci sembra tuttavia utile fare questa distinzione nelle trattative con i locatori per cercare di ottenere una riduzione dei canoni locativi. E’ inoltre opportuno evidenziare, se è il caso, che il conduttore non ha potuto usufruire dei locali conformemente alla destinazione d’uso prevista nel contratto a causa delle misure governative. In tal senso, si potrebbero invocare la normativa e la giurisprudenza applicabili alla privazione parziale dell’oggetto del contratto di locazione.

Incentivi per annullare i canoni locativi

Il governo francese ha proposto di introdurre nella legge finanziaria per il 2021 (che dovrebbe essere adottata entro il 31/12/2020) un credito d’imposta destinato ad incitare i locatori a cancellare parte dei canoni locativi dovuti dalle imprese le cui attività sono chiuse al pubblico o particolarmente colpite dalle restrizioni sanitarie dovute al Covid19.

Il credito d’imposta si applicherebbe in primo luogo ai canoni locativi del mese di novembre 2020. Il credito concesso sarebbe del 50 % degli importi abbandonati per i locatori i cui conduttori impiegano meno di 250 dipendenti. Per i locatori i cui conduttori impiegano tra 250 e 5 000 dipendenti, un terzo dell’affitto rimarrebbe a carico del conduttore e il credito d’imposta del 50 % sarebbe limitato ai due terzi dell’importo dell’affitto.

Le principali associazioni di locatori hanno invitato i loro aderenti a utilizzare tale credito d’imposta e a concedere un annullamento di tutto o di 2/3 del canone locativo (in funzione del numero di dipendenti) per il mese di novembre 2020.

Le imprese dovranno tuttavia pagare le spese condominiali a loro imputabili e i premi assicurativi.

Siti e documenti utili:

Ministero dell’Economia e delle Finanze: https://www.economie.gouv.fr/covid19-soutien-entreprises/report-paiement-loyers

Testi di legge applicabili alle procedure di référé

Référé d’urgence

Tribunal judiciaire : art. 834 CPC

« Dans tous les cas d’urgence, le président du tribunal judiciaire ou le juge du contentieux de la protection dans les limites de sa compétence, peuvent ordonner en référé toutes les mesures qui ne se heurtent à aucune contestation sérieuse ou que justifie l’existence d’un différend. » 

Tribunal de commerce : article 872 CPC

« Dans tous les cas d’urgence, le président du tribunal de commerce peut, dans les limites de la compétence du tribunal, ordonner en référé toutes les mesures qui ne se heurtent à aucune contestation sérieuse ou que justifie l’existence d’un différend. »

Référé conservatoire

Tribunal judiciaire : art. 835, al. 1er CPC

« Le président du tribunal judiciaire ou le juge du contentieux de la protection dans les limites de sa compétence peuvent toujours, même en présence d’une contestation sérieuse, prescrire en référé les mesures conservatoires ou de remise en état qui s’imposent, soit pour prévenir un dommage imminent, soit pour faire cesser un trouble manifestement illicite»

Tribunal de commerce : art 873 al. 1er CPC

« Le président peut, dans les mêmes limites, et même en présence d’une contestation sérieuse, prescrire en référé les mesures conservatoires ou de remise en état qui s’imposent, soit pour prévenir un dommage imminent, soit pour faire cesser un trouble manifestement illicite. »

Référé provision

Tribunal judiciaire : art. 835, al. 2e CPC

« Dans les cas où l’existence de l’obligation n’est pas sérieusement contestable, ils peuvent accorder une provision au créancier, ou ordonner l’exécution de l’obligation même s’il s’agit d’une obligation de faire. »

Tribunal de commerce : art 873 al 2e CPC

« Dans les cas où l’existence de l’obligation n’est pas sérieusement contestable, il peut accorder une provision au créancier, ou ordonner l’exécution de l’obligation même s’il s’agit d’une obligation de faire. »

Référé injonction

Tribunal judiciaire: art. 835, al. 2e in fine CPC

« Dans les cas où l’existence de l’obligation n’est pas sérieusement contestable, ils peuvent accorder une provision au créancier, ou ordonner l’exécution de l’obligation même s’il s’agit d’une obligation de faire. »

Tribunal de commerce: art 873 al 2e in fine CPC

« Dans les cas où l’existence de l’obligation n’est pas sérieusement contestable, il peut accorder une provision au créancier, ou ordonner l’exécution de l’obligation même s’il s’agit d’une obligation de faire. »

Référé probatoire

art. 145 CPC

« S’il existe un motif légitime de conserver ou d’établir avant tout procès la preuve de faits dont pourrait dépendre la solution d’un litige, les mesures d’instruction légalement admissibles peuvent être ordonnées à la demande de tout intéressé, sur requête ou en référé. »

Insinuazione del credito al passivo di un’impresa in difficoltà

La dichiarazione di insinuazione al passivo (“déclaration de créances”) è obbligatoria per i creditori che vogliono ottenere il pagamento delle somme dovute da un’impresa che è oggetto di una procedura concorsuale, cioè di una procedura di “sauvegarde judiciaire”, “redressement judiciaire” o “liquidation judiciaire”.

  • I crediti anteriori all’apertura della procedura

Tutti i crediti anteriori alla decisione di apertura della procedura concorsuale (salvo quelli dei dipendenti) devono essere insinuati al passivo della procedura.

I crediti devono essere dichiarati al mandatario giudiziario (in caso di procedura di “sauvegarde” o “redressement”) o al liquidatore (in caso di liquidazione giudiziale).

L’obbligo di dichiarazione riguarda anche i crediti litigiosi, condizionali, eventuali, non liquidati e futuri.

Nel caso in cui il credito non è stato ancora determinato tramite un titolo o il suo importo non è ancora definitivamente stabilito, la dichiarazione deve contenere una stima del credito.

Il credito deve essere “certificato sincero” dal creditore, tranne nel caso in cui risulti da un titolo esecutivo (ad esempio una decisione del tribunale).

  • Il contenuto della dichiarazione

La dichiarazione dei crediti deve menzionare:

  • l’importo del credito al momento della decisione di apertura della procedura concorsuale con l’indicazione degli importi dovuti e le loro scadenze;
  • Il tipo di garanzia da cui il credito è eventualmente coperto;
  • le modalità di calcolo degli interessi in corso;
  • gli elementi giustificativi dell’esistenza e dell’importo del credito se quest’ultimo non risulta da un titolo;
  • l’indicazione del tribunale adito se il credito è oggetto di una controversia.

I documenti giustificativi dei crediti (ad esempio, copia delle fatture, degli ordini e/o dei buoni di consegna) devono essere allegati alla dichiarazione e listati in un indice.

  • La procedura di dichiarazione

La dichiarazione dei crediti deve essere fatta entro due mesi dalla pubblicazione al Bodacc (Bollettino ufficiale degli annunci civili e commerciali) della decisione di apertura della procedura concorsuale. Questo termine è aumentato di 2 mesi per i creditori domiciliati al di fuori della Francia metropolitana.

  • Le sanzioni dell’assenza di dichiarazione

Un creditore che non procede alla dichiarazione entro tali termini non può più sollecitarne il pagamento.

Può tuttavia chiedere al tribunale di esservi riammesso se giustifica che il ritardo nella dichiarazione è dovuto ad un avvenimento che non gli è imputabile o che è imputabile al debitore.

Il creditore che non ha proceduto alla dichiarazione dovrà allora indirizzare una richiesta di “relevé de forclusion” al giudice commissario (« juge commissaire »), entro un termine di 6 mesi a partire dalla pubblicazione della decisione di apertura della procedura al Bodacc.

La dichiarazione d’insinuazione del credito al passivo della procedura va poi effettuata se è il caso nel termine di un mese a partire dalla notifica della decisione di riammissione alla procedura.

  • L’esito della dichiarazione

Il mandatario giudiziario o il liquidatore redige, in accordo con il debitore, una lista dei crediti dichiarati con le sue proposte di ammissione o rifiuto di ammissione al passivo della procedura. Questa lista è trasmessa al giudice commissario che si pronuncia sulle eventuali contestazioni dopo avere convocato le parti per discuterne. La liste dei crediti ammessi alla procedura viene infine depositata presso la cancelleria ed è oggetto di pubblicità al Bodacc (giornale di annunci legali).

Procedure di référé

Nei casi in cui le controversie esigano una soluzione rapida, si puo’ ricorrere alle procedure di référé, affidate ad un giudice unico.

Possono essere intentate davanti al presidente della giurisdizione del Tribunale di commercio o del Tribunale giudiziario.

Il giudice dei référés è adito tramite citazione in giudizio e istruisce la causa in maniera contradditoria in un’udienza pubblica. Emette un’ordinanza che è esecutiva a titolo provvisorio; non si pronuncia sul merito della controversia.

Il ricorso al giudice dei référés è possibile soltanto in un numero limitato di casi. A seconda del tipo di procedura, il giudice dei référés è definito come il giudice del provvisorio e dell’urgenza o il giudice dell’evidenza.

  • Référé d’urgence: nei casi d’urgenza il giudice dei référés può pronunciare tutte le misure che non sono oggetto di contestazioni serie o che sono giustificate dall’esistenza di una controversia tra le parti (articoli 834 e 872 del codice di procedura civile).
  • Référé conservatoire: il giudice dei référés può ordinare le misure cautelari o di ripristino necessarie per prevenire un danno, o far cessare una turbativa manifestamente illecita (« trouble manifestement illicite »). Può essere utilizzato, ad esempio, per sospendere la diffusione di una pubblicazione che viola la privacy di un individuo (articoli 835 comma 1 e 873 comma 1 del codice di procedura civile).
  • Référé injonction: il giudice dei référés può ordinare l’esecuzione di un obbligo di fare (ad esempio la consegna di un bene o la fornitura di un servizio) a condizione che l’esistenza di tale obbligo non sia seriamente contestabile (articoli 835 comma 2 ultima frase e 873 comma 2 ultima frase del codice di procedura civile).
  • Référé expertise: il giudice dei référés può pronunciare delle misure probatorie, ovvero delle misure che permettono di procurarsi delle prove in vista di un potenziale ulteriore giudizio di merito (articolo 145 del codice di procedura civile).

Référé expertise

Il référé expertise detto anche référé probatoire, è un’azione in giudizio che permette ad ogni interessato di chiedere al giudice dei référés di pronunciare una misura probatoria.

Le misure richieste devono essere giustificate da un motivo legittimo, cioè dalla necessità di preservare o di provare dei fatti da cui potrebbe dipendere la soluzione di una controversia.

Il référé expertise è una procedura per natura preventiva. Se un processo è già in corso tra le parti, la misura richiesta non potrà essere pronunciata dal giudice dei référés, ma dovrà essere richiesta al giudice di merito.

La parte che adisce il giudice dei référés deve essere in grado di provare che la misura richiesta ha un legame con una potenziale controversia tra le parti.

Le misure pronunciate possono essere di varia natura, ad esempio: la nomina di un Consulente Tecnico Preventivo (“Expert judiciaire”), la nomina di un ufficiale giudiziario per constare dei fatti, la produzione di documenti.

Queste misure devono essere legalmente ammissibili e non pregiudicare delle libertà fondamentali (ad esempio il rispetto della vita privata, la presunzione d’innocenza…).

Référé provision

Il giudice del référé provision è il giudice cosiddetto “dell’evidenza”. Emette un’ordinanza che condanna il debitore a pagare le somme che non sono seriamente contestabili. Il credito deve essere certo ed esigibile, sebbene l’importo non sia ancora determinato o determinabile.

A differenza delle altre procedure di référé, la condizione d’urgenza non è richiesta.

L’ordinanza resa dal giudice dei référés è immediatamente esecutiva, a titolo provvisorio. Di conseguenza il creditore può chiederne l’esecuzione immediata, nonostante un eventuale ricorso in appello o un’azione di merito.

Se la controparte riesce a dimostrare che tutto il credito è seriamente contestabile, il giudice dei référés si dichiara incompetente. E’ allora necessario ricorrere al giudice di merito.

Il vantaggio di questa procedura è la rapidità: il giudice dei référés può pronunciare un’ordinanza entro 6 mesi/1 anno.